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IERI OGGI E...

Trama

UMBERTO D. di Vittorio De Sica
Umberto D. Recensione
Un anziano signore in pensione, Umberto Domenico Ferrari, vive poveramente in poche stanze inospitali con il solo aiuto della servetta Maria e la compagnia del cagnolino Flik. La misera pensione dello Stato non basta ed un giorno la padrona di casa lo sfratta. Soverchiato dai debiti, incapace di chiedere l'elemosina, decide di suicidarsi ad un passaggio a livello, gettandosi sotto il treno. Il cagnolino che ha in braccio scappa e il vecchio lo rincorre. Lascia passare il treno e riprenderà a giocare col cagnolino.
Idea Centrale
Uno dei più bei film sulla vecchiaia: la dimessa storia di un pensionato giunto al limite della sopravvivenza che arriva fino alla soglia del suicido.
Analisi
Il film più bello e più pudico di De Sica, finalmente depurato dalle scorie sentimentali che spesso, anche nelle opere migliori, inquinano la vena di questo grande regista. È anche un processo alla società che permette drammi oscuri come questo e che molte volte cerca di nasconderli. L'asciutta stringatezza, il rigore, la capacità di osservazione umanissima ed acutissima, la resa perfetta degli attori, raggiungono il culmine in alcune straordinarie sequenze. Il racconto è una delle migliori realizzazioni della "poetica del quotidiano" di Cesare Zavattini, autore da solo della sceneggiatura.
Note e curiosità
L'eccezionale protagonista, Carlo Battisti, era un professore di glottologia dell'Università di Firenze. Il film fu attaccato e criticato dal governo democristiano (da Andreotti, all'epoca sottosegretario allo spettacolo) che lo accusò di pessimismo e denigrazione del paese. (Da "201 Film capolavoro secondo la critica" di Gaetano Sandri)


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