Ombre Rosse di John Ford

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OMBRE ROSSE di John Ford

Ombre Rosse di John Ford Recensione

di Veronica Ranocchi
Scopo di questa rubrica è analizzare i grandi film del '900 e quindi di IERI. Contestualizzarli ad OGGI per comprendere se la prova del TEMPO li ha resi ETERNI o superati. Verranno prese in considerazione solo opere che all'epoca vennero reputate CAPOLAVORI per sviscerare, analizzandone il contenuto e la forma, gli aspetti che li hanno resi tali da essere circoscritti al loro TEMPO per ovvi motivi sociali, o ETERNI, anche OGGI e DOMANI.
"Ombre rosse", oltre ad essere un film molto importante per molti aspetti, segna anche il ritorno al genere western di John Ford dopo molti anni. La storia, ambientata nel 1880, è l'adattamento di un racconto di Ernest Haycox dal titolo "La diligenza per Lordsburg" del 1937. Nella vicenda diretta da John Ford un gruppo di persone, tra loro estranee, si ritrova su una diligenza che sta partendo da Tonto ed è diretta a Lordsburg. Le persone in questione sono Lucy Mallory, moglie incinta di un ufficiale, Hatfield, giocatore professionista, Samuel Peacock, timido rappresentante di liquori, lo sceriffo Wilcox, la prostituta Dallas, il medico ubriacone Josiah Boone e il banchiere Henry Gatewood. Lungo la strada incontrano Ringo, un ricercato per un delitto che in realtà non ha commesso e che decidono di aiutare facendolo salire a bordo. Con questo lungo viaggio attraversano anche il territorio occupato dagli Apaches di Geronimo. Sono costretti a sostare per la notte ad una stazione di posta ed è qui che la signora Mallory dà alla luce il figlio, grazie all'aiuto del dottore e della prostituta Dallas. Parallelamente tra quest'ultima e Ringo nasce l'amore. Una volta conclusa la notte la diligenza riprende il proprio viaggio, ma viene inseguita e attaccata dagli indiani in una vallata. I passeggeri sono costretti a rispondere a loro volta agli assalitori: per questo motivo Ringo, lo sceriffo e Hatfield iniziano a sparare e, nella confusione, quest'ultimo viene trafitto da una freccia e muore. Fortunatamente per la diligenza sopraggiunge la cavalleria e gli Apaches sono costretti a fuggire. Arrivati a destinazione a Lordsburg, Gatewood viene arrestato, mentre Ringo riesce a scoprire e successivamente affrontare i tre fratelli Plummer, cioè i veri responsabili del delitto per il quale era ingiustamente accusato. Dato il legame nato tra Ringo e Dallas e tutto quello che il presunto ricercato ha dovuto passare, lo sceriffo consente ai due di andarsene oltre il confine per costruirsi una vita insieme. Come già accennato la storia è l'adattamento di un racconto che, però, a sua volta è ispirato ad un altro racconto, nello specifico "Palla di sego" di Guy de Maupassant, una sorta di invettiva e accusa contro l'ipocrisia e l'emarginazione subiti da molti americani nel periodo immediatamente precedente al New Deal di Roosevelt. Passato alla storia come uno degli western più famosi di tutti i tempi, "Ombre rosse" è interessante sotto tanti aspetti, uno su tutti l'attacco alla diligenza che rappresenta una delle sequenze più conosciute. Per la realizzazione John Ford utilizzò una macchina da presa posta su un'auto che correva a 60 km/h accanto alla diligenza. Particolare è soprattutto la panoramica (verso sinistra) che mostra gli indiani, fino a quel momento mostrati solo nell'immaginario, come una sorta di incubo che aleggia costantemente. In realtà, con questo escamotage, il regista non si ferma alla mera narrazione, ma va oltre e mostra al pubblico la rivalità e l'antagonismo tra due civiltà completamente diverse tra loro. Ed è proprio il sopraggiungere del nemico che permette al regista di mostrare qualcosa che nel classico film western americano non era presente: l'unione. Per sconfiggere il nemico comune (Geronimo e gli Apaches), i protagonisti si alleano e mettono ognuno a disposizione dell'altro le proprie capacità, cancellando, almeno temporaneamente, qualsiasi differenza di classe. Tutti sono uguali e uniti per contrastare gli assalitori. Ovviamente, oltre a quella che da tutti viene considerata la scena clou, c'è molto di più. Da segnalare la fotografia, molto interessante perché viene fatto un lavoro particolare sulle ombre che vengono proiettate sui muri, sia negli interni che negli esterni e che sembrano quasi modificare le luci e la visione di una determinata scena, conferendole un significato ulteriore rispetto a quello che già porta con sé. Dal punto di vista tecnico è, poi, importante segnalare l'utilizzo dei campi lunghi della diligenza in marcia che permettono allo spettatore non solo di ammirare il paesaggio e il panorama circostante, ma anche di riflettere sul viaggio stesso che appare, appunto, più lungo e insidioso del previsto. Un altro elemento tecnico da segnalare è l'inquadratura frequente di spazi che sembrano ancora più piccoli e ristretti di quanto non siano effettivamente. Accanto, poi, a questo tipo di elementi, va segnalata la scelta della musica e della colonna sonora che vanno di pari passo con il cambiamento della scena o della sequenza in questione. E, inevitabilmente, non si può non sottolineare l'attenzione particolare che il grande maestro del cinema riserva ai primi piani e a numerose scene prive di dialoghi e battute, permettendo allo spettatore di percepire comunque perfettamente lo stato d'animo del personaggio, la situazione e tutto ciò che da essa deriva. "Ombre rosse", come già detto, è un western diverso dagli altri e rappresenta una pietra miliare nella storia del cinema proprio perché riesce a far coesistere al suo interno più elementi, da quelli propri del western a quelli di altri generi e, insieme a ciò, risulta essere il risultato della perfetta commistione tra riflessione e azione. Quasi una sorta di previsione per il futuro, il capolavoro di John Ford è ancora molto attuale, grazie all'inserzione di personaggi ben costruiti che sembrano in qualche modo richiamare a modi di fare e di essere di oggigiorno. Quindi la domanda che nasce quasi spontanea è: chi sono queste ombre rosse? Sono veramente solo i nemici Apaches? O c'è qualcosa di più? Alla fine il film risulta una sorta di accusa nei confronti dell'epoca precedente che non era riuscita a far emergere determinati aspetti della società. La differenziazione e l'emarginazione sono forse gli elementi che scaturiscono in modo più evidente perché caratteristici, purtroppo, del passato. Un passato al quale John Ford non vuole tornare e con il quale non si sente minimamente legato, sottolineando il suo punto di vista nell'opera. Non solo un caposaldo del cinema western, ma anche del cinema in generale, "Ombre rosse" rappresenta il vero capolavoro di Ford, apprezzato e da apprezzare. Lo era IERI, lo è OGGI, e lo sarà DOMANI.


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