BIANCANEVE E I SETTE NANI di D. Hand
di Veronica Ranocchi
Scopo di questa rubrica è analizzare i grandi film del '900 e quindi di IERI. Contestualizzarli ad OGGI per comprendere se la prova del TEMPO li ha resi ETERNI o superati. Verranno prese in considerazione solo opere che all'epoca vennero reputate CAPOLAVORI per sviscerare, analizzandone il contenuto e la forma, gli aspetti che li hanno resi tali da essere circoscritti al loro TEMPO per ovvi motivi sociali, o ETERNI, anche OGGI e DOMANI.
"Specchio specchio delle mie brame, chi è la più bella del reame?"
E' con questa frase ricorrente che la famigerata Grimilde si rivolge più volte al suo specchio,
sperando di sentir pronunciare il proprio nome e di potersene beare. Purtroppo (o per fortuna) la
risposta non la soddisferà, anzi la manderà su tutte le furie. Il nome che lo specchio pronuncia è,
infatti, quello che noi tutti conosciamo e cioè quello della candida e pura Biancaneve.
Con la realizzazione di questo lungometraggio animato ("Biancaneve e i sette nani"), Walt Disney
ottiene numerose candidature a prestigiosi riconoscimenti, quali anche il premio Oscar (nomination
come miglior colonna sonora).
La storia, basata sulla fiaba dei fratelli Grimm, è quella di una giovane fanciulla, Biancaneve,
costretta a vivere con la matrigna Grimilde, la quale sembra essersi impossessata del regno alla
morte del padre della ragazza e che, per paura che quest'ultima possa superarla in bellezza, la
costringe a lavorare come sguattera. Questo è possibile finché il famigerato specchio magico non le
rivela il nome della fanciulla. Udito ciò, Grimilde ordina che la ragazza venga uccisa. Ma il
cacciatore incaricato di ciò, provando enorme pietà per la giovane, la lascia andare e consegna alla
regina, come prova della presunta uccisione di Biancaneve, il cuore di un animale. Nel frattempo la
protagonista inizia a vagare per il bosco e, aiutata dagli animali, arriva fino ad una piccola casa
abitata da sette nani. Questi, inizialmente diffidenti e impauriti dalla presenza della ragazza, si
affezionano presto a lei e decidono di ospitarla per salvarla dalle grinfie della tremenda strega che
riesce, ben presto, a scoprire l'inganno e architetta un ulteriore piano per sbarazzarsi
definitivamente della giovane. Si traveste da anziana venditrice di mele e si reca nella casa dove è
ospite Biancaneve, la quale, ingenuamente, si fida e addenta una mela avvelenata cadendo
immediatamente in un sonno profondo. Di ritorno a casa i nani la trovano a terra priva di sensi,
cercano in ogni modo di rianimarla, ma non ci riescono e, tristi e sconsolati, decidono di chiuderla
all'interno di una bara di cristallo. Un giovane principe, camminando per il bosco, vede la fanciulla
e, ammaliato dalla sua bellezza, si avvicina e la bacia facendo svanire all'istante l'incantesimo che
nulla può di fronte al vero amore. Biancaneve si sveglia accanto al principe e può finalmente vivere
con lui felice e contenta come in ogni fiaba che si rispetti.
"Biancaneve e i sette nani" è il primo lungometraggio Disney e il più famoso, interamente
realizzato con la tecnica del disegno animato che, come già detto, inaugura la tradizione di trarre
ispirazione dalle fiabe europee (quelle dei fratelli Grimm in primis).
Fin da subito, proprio grazie a questo film, lo spettatore è posto di fronte ai temi e agli argomenti
principali che la Disney tratterà anche nelle successive opere, come la mescolanza di realtà e
finzione, l'utilizzo della magia, l'importanza del sogno e l'umanizzazione degli animali che
diventano parte integrante della narrazione, al pari di veri e propri aiutanti.
Nello specifico, in questo film troviamo la più che evidente contrapposizione tra Bene e Male,
incarnati rispettivamente da Biancaneve e da Grimilde, e come, nel duello tra le due fazioni, il Bene
riesca sempre a trionfare, nonostante determinati ostacoli. Se da una parte Grimilde è la cattiva per
eccellenza, senza scrupoli e che vuole primeggiare ad ogni costo in tutti i campi, dall'altra parte
Biancaneve, oltre che il Bene, incarna perfettamente anche la purezza, l'innocenza e l'ingenuità.
Nonostante, però, questi tratti caratteristici siano rappresentativi del dualismo Bene-Male, è
possibile affermare che entrambi i personaggi sono bivalenti e duplici. Nella Regina questo aspetto
è ancora più evidente che in Biancaneve in quanto rappresentato anche visivamente dalla
trasformazione nell'anziana venditrice di mele. La giovane protagonista, invece, oltre che incarnare
la bontà per eccellenza, riesce ad essere la portavoce anche di tutti i valori, le virtù e le qualità di
una figura materna, quella che risulta essere per i sette nani, i quali, da parte loro, sono la
personificazione dei caratteri standard dell'uomo medio. Ognuno di loro corrisponde a un carattere,
sia esso positivo o negativo, ovviamente portato all'esagerazione: dal saputello Dotto che si mangia
spesso le parole dalla velocità con la quale parla per poter dire più cose possibili in poco tempo e
dimostrare di essere il più saggio a Pisolo perennemente addormentato, per non parlare dei due nani
forse più "famosi" e apprezzati dal pubblico: il piccolo Cucciolo, il più giovane che non ha mai
imparato a parlare e il suo esatto opposto, Brontolo, il più arrabbiato, scorbutico e scettico riguardo
la permanenza di Biancaneve, ma che, in fondo, nasconde un cuore d'oro.
Alla luce di quanto appena detto, appare chiaro come la caratterizzazione dei personaggi buoni e
positivi sia maggiore rispetto a quella di Grimilde. Questo proprio per riaffermare il tema principale
della storia: il Bene vince sempre sul Male. Di conseguenza sembra avere poco senso soffermarsi e
analizzare con minuzia di particolari un personaggio cattivo destinato ad essere sconfitto e, in
teoria, dimenticato.
Al di là, poi, dei temi e dell'analisi dei vari personaggi, si possono fare importanti e interessanti
riflessioni cinematografiche sulla base di elementi presenti all'interno del grande classico Disney
che richiamano altri grandi classici. Tra questi "Il gabinetto del dottor Caligari" e "Nosferatu" solo
per citarne alcuni. Dal primo si prende spunto per le scenografie molto geometrizzate, dal secondo
per l'oscurità sia fisica, negli ambienti, che metaforica, come nel caso di Grimilde.
Insomma un film importantissimo sotto tutti i punti di vista, da vedere e rivedere perché non si tratta
solo di un classico Disney, ma di un'opera che ha fatto veramente la storia del cinema. Lo era IERI, lo è OGGI, e lo sarà DOMANI.