127 ORE - RECENSIONE
 
locandina 127 ore
Locandina "127 ore"

127 ore - recensione

 
127 ore è un film da sconsigliare ai claustrofobici: trovarsi catapultati, senza accorgersene, dall’aperto di un deserto roccioso al buio di una gola strettissima, non è una sensazione piacevole. Il punto di forza della storia, vera, di Aron Ralston, è proprio questo. I primi venti minuti sembrano presagire un classico film on the road condito con l’avventura che uno scalatore va a cercarsi; la prima svolta, però, impone di cambiare tutte le aspettative nate fino a quel momento. Quando un masso scivola con lui in un corridoio stretto e lungo, bloccando il suo braccio contro una delle pareti della gola, lo spettatore rimane basito quanto il protagonista: non sembra esserci alcuna via di scampo, si è combattuti tra la voglia di empatizzare e quella di lasciare la sala. Se si resta in sala, non si può fare a meno di affezionarsi ad Aron, metodico  
 
e controllato fino all'inverosimile, orgoglioso a sufficienza da non mollare in una situazione disperata come la sua. La rappresentazione visiva dei tre atti della storia, poi, è fedele al loro contenuto: riprese sporche e montaggio veloce, impreziosito da parecchi inserti in split-screen, finchè l'idillio resiste. Una volta bloccati nella gola, ci si deve accontentare di staticità e del solo volto di James Franco, capace di reggere   recensione 127 ore

da solo le sorti del film, e di un realismo forse troppo crudo, ma comunque pertinente. La debolezza del film, invece, arriva col finale: enfatico, somiglia troppo a un deus ex machina , sebbene la vicenda ripercorra la vera avventura dell'alpinista che, tutt'ora, non ha rinunciato alla sua passione.


(recensione di Paolo Ottomano)


- Scrivi la tua recensione del film "127 ore"!

- Consulta tutte le recensioni
 
 
  Scheda Recensione Locandina  
 

Copyright © Cinema4stelle.it 2003-2010. Recensioni e articoli, tutti i diritti sono riservati.